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Tribunale di Venezia, 24 Giugno 2025

Software commissionato in appalto: titolarità del committente e consegna cautelare dei codici sorgente

Tribunale di Venezia, 24 Giugno 2025
Software commissionato in appalto: titolarità del committente e consegna cautelare dei codici sorgente

Quando le parti si accordano per lo sviluppo di un’opera dell’ingegno protetta, come un programma per elaboratore, i diritti di sfruttamento economico spettano a chi ha sostenuto l’investimento per ottenerla: il principio dettato dall’art. 12 bis l.d.a. per il software creato dal lavoratore dipendente si applica in via analogica anche quando la realizzazione del programma sia commissionata con un contratto d’opera o di appalto, sicché il committente è titolare in via esclusiva dei diritti di utilizzazione economica, spettando all’autore i soli diritti morali. A tal fine occorre verificare che oggetto del contratto sia l’elaborazione di un’opera dell’ingegno, interpretando il contratto secondo il criterio letterale, che riveste carattere prioritario, e secondo la comune intenzione delle parti ai sensi dell’art. 1362 c.c., anche alla luce dei criteri logici, teleologici e sistematici [nella specie, contratto avente a oggetto lo sviluppo e la consegna del prodotto finale di un’applicazione mobile e del relativo sito web, secondo le specifiche fornite dal committente].

Sussiste il *periculum in mora* che giustifica l’ordine cautelare, assistito da penale, di consegna al committente dei codici sorgente dell’applicazione quando la funzionalità del software sia essenziale per l’esercizio della sua attività d’impresa e, in mancanza dei codici, egli non possa rivolgersi a manutentori terzi in caso di malfunzionamento, restando esposto al blocco dell’attività per l’eventuale cessazione unilaterale della collaborazione dello sviluppatore.

Data Sentenza: 24/06/2025
Carica: Giudice Monocratico
Giudice: Chiara Campagner
Registro: RG 23298 / 2024
Allegato:
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Data: 18/10/2026
Massima a cura di: danzo@studiodanzo.eu
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